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Elezioni Catalogna 2015 tutto quello che c’e’ da sapere

elezioni catalogna

Si sono concluse ieri le elezioni in Catalogna, considerato un evento storico visto sia per l’affluenza sia per l’importanza di questa sessione elettorale, denominata 27-s.
Artur Mas, il presidente di “Junt per il si”, il maggior partito indipendentista catalano, ha definito queste elezioni un plebiscito, che se vinto, avvierebbe il processo per la dichiarazione, unilaterale, di indipendenza della Catalogna.

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Foto Abc.es

Gli scrutini sono finiti e possiamo dare i risultati finali, ecco i numeri dei seggi assegnati

  1. Junt per il si : 62
  2. Ciudadanos : 25
  3. PSC : 16
  4. Catalunya si que pot (Podemos): 11
  5. PP: 11
  6. CUP: 10

 

Cosa significano questi seggi, o escaños come li chiamano in Spagna? La prima cosa da analizzare e’ che per avviare un eventuale processo di indipendenza il partito di Artur Mas, Junt per il si, ha bisogno di 68 seggi che rappresentano la maggioranza assoluta nel parlamento catalano. A guardare i numeri il partito non ha raggiunto i seggi ma se si considera che il CUP, partito di estrema sinistra anche favorevole all’indipendenza, i seggi diventano 72 quindi si, gli indipendentisti hanno una maggioranza assoluta.

Nonostante cio’ questo non vuol dire che i catalani abbiano votato in maggioranza per l’indipendenza, se si conta il numero dei votanti, altissimo quasi l’80% per un affluenza record alle urne, e li si divide nei due principali fronti, pro e contro indipendenza, vediamo che la percentuale dei catalani che vogliono l’indipendenza e’ solo il 47% mentre il 53% e’ contrario. A questo bisogna aggiungere il fatto che il partito di Artur Mas nelle precedenti elezioni aveva 72 seggi e oggi solo 62, quindi il suo consenso e’ sceso, e non di poco.

Ieri notte Mas si e precipitato a festeggiare e parlare di vittoria democratica, mentre tutti gli altri leader unionisti (come vengono chiamati i partiti contro l’indipendenza) hanno ricordato come la maggiorparte dei catalani abbia votato contro. E’ difficile giudicare adesso cosa succedera’, il CUP oltre ad essere un partito di estrema sinistra e’ anche anti europeo ed e vorrebbe una dichiarazione di indipendenza già la prima settimana del nuovo governo. L’Europa ha già fatto capire tantissime volte che un eventuale scissione della Catalogna dalla Spagna significa anche uscire dall’Europa e re-iniziare il processo di ammissione, ma i numeri in mano a Mas sono pochi per dimostrare le ragioni di una dichiarazione unilaterale di indipendenza.

Inoltre sempre Arturo Mas e’ stato coinvolto in alcuni scandali di corruzione e il CUP si e’ sempre dichiarato contrario a lui come presidente, in pratica per il CUP sarebbe solo una alleanza di convenienza, altro motivo in più per pensare che questo governo potrebbe avere una durata brevissima.

Un perdente, assoluto, di queste elezioni e’ il PP di Rajoy. Presentatosi come il leader del no alla indipendenza il Partito Popular, la destra spagnola, e’ sceso da 19 a 11 seggi.  Tutti assegnano il motivo di questa caduta alla mancanza di dialogo impostato da Rajoy e anche in una certa politica di paura attivata dal Centro Destra, e visto l’arrivo delle elezioni generali a dicembre credo che la destra spagnola abbia molto di cui preoccuparsi anche se l’onda nazionalista creata da questo tentativo di secessione catalana potrebbe favorirli alle prossime elezioni generali.

Altro perdente e il partito di Podemos, di Iglesias, Catalunya si que pot. Il loro restare un po anonimi senza prendere una posizione chiara, a parte attaccare la destra spagnola, sulla indipendenza ha pesato tantissimo, facendoli calare altamente nei consensi. Sara’ difficilissimo per questo partito recuperare posizioni in futuro in Catalogna.

Il PSC, la sinistra democratica spagnola e’ riuscita ad ammortizzare il colpo, perdendo un paio di deputati ma comunque non possono di certo salire sul carro dei vincenti. Sicuramente molti spagnoli, vista l’immobilità e la mancanza di  dialogo di Rajoy si aspettavano di più dal “PD” spagnolo. Il leader Sanchez avrà molto da lavorare in questi due mesi per recuperare i punti persi con il PP (Circa 7 secondo gli ultimi sondaggi), per la sinistra sembra che i tempi trionfanti di Zapatero siano finiti da un pezzo.

Quindi se tutti hanno perso (o vinto dipende dai punti di vista) chi e’ il vero vincitore di queste elezioni? L’unico partito che può chiaramente dire di aver vinto le elezioni e’ Il partito Ciutadans(ciutadanos) con la loro leader Ines Arrimadas, che e passato dai 2 seggi del 2010 ai 25 di ieri, diventando la vera opposizione al partito indipendentista di Junt per il si.

Irene e’ riuscita a convincere molti indecisi con il suo carisma e ottimo modo di parlare, in cui ha chiaramente espresso la posizione del proprio partito: no alla indipendenza ma il massimo impegno perche Catalogna riceva l’attenzione del governo sui temi caldi, come una riforma fiscale che in Catalogna chiedono da diverso tempo e che Rajoy ha sempre  negato con forza.

Notizia dell’ultima ora e che dopo la batosta elettorale il primo ministro spagnolo sembra abbia aperto la porta la dialogo.

Quindi la domanda che rimane ora e’ questa: Riuscirà la catalogna a diventare indipendente? Ci sarà una dichiarazione unilaterale di indipendenza?

Personalmente credo proprio di no, anche se sembra abbiano la maggioranza ci sono due maggiori fattori da tenere in considerazione:

  • 1- il CUP, con la loro non simpatia per Artur Mas, l’anti europeismo e una posizione decisamente dura contro il governo spagnolo e la Spagna.
  • 2 – I numeri. Plebiscito o no, bisognava almeno che il 51% dei catalani avesse votato per l’indipendenza e sembra improbabile che si possa dichiarare indipendenza con un risicato 47% dei voti, nessuna nazione europea appoggerebbe questa decisione con questi numeri.

sarà adesso interessantissimo vedere cosa succederà dalla formazione del nuovo governo catalano fino alle elezioni generali di Dicembre, dove ora come ora il risultato e più incerto che mai.

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