loading ...
Tap

Primavera Sound a Barcellona: il coronamento di un sogno!

Per la prima volta quest’anno sono riuscito ad andare al mitico Primavera Sound di Barcellona! Dopo anni di tentativi non andati a buon fine, per una ragione o per l’altra (indecisione, biglietti prenotati troppo tardi, mancanza di soldi),ho potuto approfittare del mio recente trasferimento nella capitale della Catalogna per potermi finalmente godere quello che probabilmente è IL festival indie (volendo usare questo termine nella sua accezione più larga) per eccellenza sul continente europeo. 4 giorni (senza contare gli eventi che si sono succeduti per tutto maggio a fare da antipasto) per circa 200 concerti, e ce n’è per tutti i gusti.

Guardare tutto sarebbe stato un compito improbo oltre  che irrealizzabile, quindi il primo duro lavoro, dopo aver recuperato amici vari sparsi tra i vari hotel di Barcellona, è stato quello di studiarsi per bene il programma e decidere il piano di attacco.
Il primo giorno ci siamo andati leggeri e dopo Beach Fossils e Black Lips siamo andati diretti in riva al mare a berci qualche cocktail e festeggiare il ritrovarsi tra amici dopo un po’ di tempo separati. Dal 31 iniziano i pesi massimi e per tre giorni è stato un continuo vagabondare tra palchi distanti anche un chilometro tra di loro (i piedi assaltati da orribili vesciche ringraziano sentitamente), spostamenti annaffiati da generose bevute di birra e abbondanti libagioni di cibo etnico nel vero senso della parola: la selezione è varia quasi quanto quella musicale.

Il tutto ovviamente accompagnato da shopping selvaggio e compulsivo ai banchetti dei dischi e del merchandise dei gruppi. Quello che è stupefacente del Primavera Sound è l’atmosfera che si viene a creare: pur avendo esperienza di diversi grossi festival in giro per l’Europa, il colpo d’occhio del Primavera è davvero qualcos’altro.  Sarà la vicinanza del mare, l’atmosfera da “Endless Summer”, non lo so… ma mi è parso di essere stato trasportato in un’altra dimensione.
Non voglio stare a fare una noiosa quanto inutile cronistoria di chi ha suonato dove, chi ho visto quando eccetera, ma mi si permetta di spendere almeno dei sogni realizzati, come vedere finalmente Refused e Afghan Whigs dal vivo, gruppi che fino ad oggi avevo solo fantasticato di potermi vedere…

I Cure per quanto bolliti e fuori forma (soprattutto quella relativa alla linea della cintura) mi hanno strappato più di una lacrimuccia, e il mostro metallaro che si nasconde dentro di me non ha potuto che gioire delle esibizioni di Mayhem (teste di maiale sul palco escluse, ma si sa che l’eccesso è norma in quei lidi) e Napalm Death. E poi Spiritualized (concerto magico!), Wilco,Yo La Tengo, The XX per fare contente le signorine della compagnia… Quattro giorni di musica e spensieratezza in una delle città più vitali ed internazionali d’Europa.

Sarà dura riadattarsi alla realtà d’ora in avanti!


Comments

comments

Powered by Facebook Comments